martedì, 24 novembre 2009 | in : eventi, storia, cattolicesimo

Organizzato dal mensile “il Timone” e dall’Associazione "Cristianità" - Centro d'Informazione e Formazione Cattolica, venerdì 27 Novembre 2009, alle ore 17,30, a Messina, presso la chiesa di Sant’Elia, in Via Sant'Elia, si terrà una conferenza dal titolo “A vent’anni dal crollo del Muro di Berlino: Memoria e Responsabilità”. Relatore sarà il Dott. ATTILIO TAMBURINI, collaboratore de "il Timone" e membro di Alleanza Cattolica.

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giovedì, 19 novembre 2009 | in : arte, storia, cattolicesimo

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 18 novembre 2009

 

La Cattedrale dall'architettura romanica a quella gotica, il retroterra teologico

Cari fratelli e sorelle!

Nelle catechesi delle scorse settimane ho presentato alcuni aspetti della teologia medievale. Ma la fede cristiana, profondamente radicata negli uomini e nelle donne di quei secoli, non diede origine soltanto a capolavori della letteratura teologica, del pensiero e della fede. Essa ispirò anche una delle creazioni artistiche più elevate della civiltà universale: le cattedrali, vera gloria del Medioevo cristiano. Infatti, per circa tre secoli, a partire dal principio del secolo XI si assistette in Europa a un fervore artistico straordinario. Un antico cronista descrive così l’entusiasmo e la laboriosità di quel tempo: “Accadde che in tutto il mondo, ma specialmente in Italia e nelle Gallie, si incominciasse a ricostruire le chiese, sebbene molte, per essere ancora in buone condizioni, non avessero bisogno di tale restaurazione. Era come una gara tra un popolo e l’altro; si sarebbe creduto che il mondo, scuotendosi di dosso i vecchi cenci, volesse rivestirsi dappertutto della bianca veste di nuove chiese. Insomma, quasi tutte le chiese cattedrali, un gran numero di chiese monastiche, e perfino oratori di villaggio, furono allora restaurati dai fedeli” (Rodolfo il Glabro, Historiarum 3,4).

Vari fattori contribuirono a questa rinascita dell’architettura religiosa. Anzitutto, condizioni storiche più favorevoli, come una maggiore sicurezza politica, accompagnata da un costante aumento della popolazione e dal progressivo sviluppo delle città, degli scambi e della ricchezza. Inoltre, gli architetti individuavano soluzioni tecniche sempre più elaborate per aumentare le dimensioni degli edifici, assicurandone allo stesso tempo la saldezza e la maestosità. Fu però principalmente grazie all’ardore e allo zelo spirituale del monachesimo in piena espansione che vennero innalzate chiese abbaziali, dove la liturgia poteva essere celebrata con dignità e solennità, e i fedeli potevano sostare in preghiera, attratti dalla venerazione delle reliquie dei santi, mèta di incessanti pellegrinaggi. Nacquero così le chiese e le cattedrali romaniche, caratterizzate dallo sviluppo longitudinale, in lunghezza, delle navate per accogliere numerosi fedeli; chiese molto solide, con muri spessi, volte in pietra e linee semplici ed essenziali. Una novità è rappresentata dall’introduzione delle sculture. Essendo le chiese romaniche il luogo della preghiera monastica e del culto dei fedeli, gli scultori, più che preoccuparsi della perfezione tecnica, curarono soprattutto la finalità educativa. Poiché bisognava suscitare nelle anime impressioni forti, sentimenti che potessero incitare a fuggire il vizio, il male, e a praticare la virtù, il bene, il tema ricorrente era la rappresentazione di Cristo come giudice universale, circondato dai personaggi dell’Apocalisse. Sono in genere i portali delle chiese romaniche a offrire questa raffigurazione, per sottolineare che Cristo è la Porta che conduce al Cielo. I fedeli, oltrepassando la soglia dell’edificio sacro, entrano in un tempo e in uno spazio differenti da quelli della vita ordinaria. Oltre il portale della chiesa, i credenti in Cristo, sovrano, giusto e misericordioso, nell’intenzione degli artisti potevano gustare un anticipo della beatitudine eterna nella celebrazione della liturgia e negli atti di pietà svolti all’interno dell’edificio sacro.

Nel secoli XII e XIII, a partire dal nord della Francia, si diffuse un altro tipo di architettura nella costruzione degli edifici sacri, quella gotica, con due caratteristiche nuove rispetto al romanico, e cioè lo slancio verticale e la luminosità. Le cattedrali gotiche mostravano una sintesi di fede e di arte armoniosamente espressa attraverso il linguaggio universale e affascinante della bellezza, che ancor oggi suscita stupore. Grazie all’introduzione delle volte a sesto acuto, che poggiavano su robusti pilastri, fu possibile innalzarne notevolmente l’altezza. Lo slancio verso l’alto voleva invitare alla preghiera ed era esso stesso una preghiera. La cattedrale gotica intendeva tradurre così, nelle sue linee architettoniche, l’anelito delle anime verso Dio. Inoltre, con le nuove soluzioni tecniche adottate, i muri perimetrali potevano essere traforati e abbelliti da vetrate policrome. In altre parole, le finestre diventavano grandi immagini luminose, molto adatte ad istruire il popolo nella fede. In esse - scena per scena – venivano narrati la vita di un santo, una parabola, o altri eventi biblici. Dalle vetrate dipinte una cascata di luce si riversava sui fedeli per narrare loro la storia della salvezza e coinvolgerli in questa storia.

Un altro pregio delle cattedrali gotiche è costituito dal fatto che alla loro costruzione e alla loro decorazione, in modo differente ma corale, partecipava tutta la comunità cristiana e civile; partecipavano gli umili e i potenti, gli analfabeti e i dotti, perché in questa casa comune tutti i credenti erano istruiti nella fede. La scultura gotica ha fatto delle cattedrali una “Bibbia di pietra”, rappresentando gli episodi del Vangelo e illustrando i contenuti dell’anno liturgico, dalla Natività alla Glorificazione del Signore. In quei secoli, inoltre, si diffondeva sempre di più la percezione dell’umanità del Signore, e i patimenti della sua Passione venivano rappresentati in modo realistico: il Cristo sofferente (Christus patiens) divenne un’immagine amata da tutti, ed atta a ispirare pietà e pentimento per i peccati. Né mancavano i personaggi dell’Antico Testamento, la cui storia divenne in tal modo familiare ai fedeli che frequentavano le cattedrali come parte dell’unica, comune storia di salvezza. Con i suoi volti pieni di bellezza, di dolcezza, di intelligenza, la scultura gotica del secolo XIII rivela una pietà felice e serena, che si compiace di effondere una devozione sentita e filiale verso la Madre di Dio, vista a volte come una giovane donna, sorridente e materna, e principalmente rappresentata come la sovrana del cielo e della terra, potente e misericordiosa. I fedeli che affollavano le cattedrali gotiche amavano trovarvi anche espressioni artistiche che ricordassero i santi, modelli di vita cristiana e intercessori presso Dio. E non mancarono le manifestazioni “laiche” dell’esistenza; ecco allora apparire, qua e là, rappresentazioni del lavoro dei campi, delle scienze e delle arti. Tutto era orientato e offerto a Dio nel luogo in cui si celebrava la liturgia. Possiamo comprendere meglio il senso che veniva attribuito a una cattedrale gotica, considerando il testo dell’iscrizione incisa sul portale centrale di Saint-Denis, a Parigi: “Passante, che vuoi lodare la bellezza di queste porte, non lasciarti abbagliare né dall’oro, né dalla magnificenza, ma piuttosto dal faticoso lavoro. Qui brilla un’opera famosa, ma voglia il cielo che quest’opera famosa che brilla faccia splendere gli spiriti, affinché con le verità luminose s’incamminino verso la vera luce, dove il Cristo è la vera porta”.

Cari fratelli e sorelle, mi piace ora sottolineare due elementi dell’arte romanica e gotica utili anche per noi. Il primo: i capolavori artistici nati in Europa nei secoli passati sono incomprensibili se non si tiene conto dell’anima religiosa che li ha ispirati. Un artista, che ha testimoniato sempre l’incontro tra estetica e fede, Marc Chagall, ha scritto che “i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell'alfabeto colorato che era la Bibbia”. Quando la fede, in modo particolare celebrata nella liturgia, incontra l’arte, si crea una sintonia profonda, perché entrambe possono e vogliono parlare di Dio, rendendo visibile l’Invisibile. Vorrei condividere questo nell’incontro con gli artisti del 21 novembre, rinnovando ad essi quella proposta di amicizia tra la spiritualità cristiana e l’arte, auspicata dai miei venerati Predecessori, in particolare dai Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II. Il secondo elemento: la forza dello stile romanico e lo splendore delle cattedrali gotiche ci rammentano che la via pulchritudinis, la via della bellezza, è un percorso privilegiato e affascinante per avvicinarsi al Mistero di Dio. Che cos’è la bellezza, che scrittori, poeti, musicisti, artisti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne? Afferma sant’Agostino: “Interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell’aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l’ordine delle stelle, interroga il sole, che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell'acqua, che camminano sulla terra, che volano nell'aria: anime che si nascondono, corpi che si mostrano; visibile che si fa guidare, invisibile che guida. Interrogali! Tutti ti risponderanno: Guardaci: siamo belli! La loro bellezza li fa conoscere. Questa bellezza mutevole chi l’ha creata, se non la Bellezza Immutabile?” (Sermo CCXLI, 2: PL 38, 1134).

Cari fratelli e sorelle, ci aiuti il Signore a riscoprire la via della bellezza come uno degli itinerari, forse il più attraente ed affascinante, per giungere ad incontrare ed amare Dio.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20091118_it.html

messinese @ 08:26 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 novembre 2009 | in : storia
Cubburo

Mio articolo su Nebrodi Network. Ecco il link:

http://nebrodinetwork.it/wp/?p=639#more-639
messinese @ 20:17 | commenti (popup) | commenti
domenica, 08 novembre 2009 | in : fondamenti, cattolicesimo

http://2.bp.blogspot.com/_1G1R8PhUnwE/RlDLGEzzwdI/AAAAAAAAAJQ/H6i7Hia9vB0/s320/Papa_Madonna_di_Fatima.jpg

[...] La caduta del muro, come il crollo di pericolosi simulacri e di una ideologia oppressiva, hanno dimostrato che le libertà fondamentali che danno significato alla vita umana non possono essere represse e soffocate a lungo. La libertà di pensiero, di coscienza e di religione fanno parte di quei diritti fondamentali inalienabili dell’esistenza umana e sono un requisito essenziale per costruire la “casa comune europea” che - rifacendosi alle tradizioni cristiane - deve diventare di nuovo un’“Europa dello Spirito”.

Nonostante tutte le complessità in campo sociale, culturale ed economico, nessuno Stato e nessuna società può alla lunga rinunciare ai fondamenti morali trascendenti. Ciò vale sia per le società occidentali che per quelle orientali: né il materialismo dialettico, né quello pratico possono essere oggi il fondamento della speranza dell’uomo.[...]

[...]La teologia e l’annuncio non devono lasciarsi influenzare dal vento delle mode, ma piuttosto devono riconfermarsi nel loro compito missionario. Rinnovati nella fede e nella condotta morale che da essa deriva, i laici devono rendere quella testimonianza che ha il suo fondamento in una dimensione spirituale più profonda; quella testimonianza, che nel tumulto degli errori e delle confusioni spirituali, rappresenta un punto di riferimento del pensiero e del comportamento che derivano dalla fede cristiana per la vita personale e sociale.

La sola appartenenza ad associazioni ed organizzazioni cattoliche non basta; il criterio non può essere quello dell’impegno e dell’opportunità sociale. Viene chiesta la nostra personale disponibilità alla fede; e questa può essere suscitata soltanto da una vita spirituale molto intensa. Non lasciatevi coinvolgere da interessi puramente sociali e politici! Nella vostra responsabilità di cristiani cercate di contrapporvi prima ai comportamenti e alle mentalità che vanno corretti, e poi alle strutture![...]

[...]Solo quando questa volontà di Dio diventerà la guida del nostro pensiero e del nostro agire su questa terra, non ci perderemo dietro apparenze ingannevoli, ma saremo al servizio della verità, non saremo distruttori ma costruttori, non ci bloccheremo, ma contribuiremo al vero progresso. “La tua volontà come in cielo così in terra”, vale a dire che dobbiamo metterci, come collaboratori, al servizio del Regno di Dio. Allora saremo in grado come cristiani di assumere la nostra responsabilità per il futuro e di usare i beni di questa terra nel rispetto di ciò che Dio ha creato.

Il futuro dell’Europa, deve stare a cuore a tutti. Solo un’Europa consapevole delle proprie radici spirituali può ritrovarsi e affrontare con maggior efficacia i problemi del Terzo e del Quarto Mondo. Come Chiesa dobbiamo ritrovare la forza e lo slancio per essere presenti nella cultura, nell’educazione e nell’ambiente sociale. La Chiesa, non vuole occuparsi di politica, ma deve insistere sui valori di cui un popolo ha bisogno per costruire il proprio futuro. Come Chiesa dobbiamo impedire che l’uomo si perda dietro il consumismo e il materialismo dopo il superamento dell’alienazione marxista.[...]

 

Dal Messaggio di Giovanni Paolo II al 90° Katholikentag in corso a Berlino, Mercoledì 23 maggio 1990

Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/may/documents/hf_jp-ii_spe_19900523_katholikentag_it.html

Fotografia dalla rete.
messinese @ 23:04 | commenti (popup) | commenti
sabato, 07 novembre 2009 | in : varie, video
messinese @ 09:18 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 29 ottobre 2009 | in : aforismi, politica messinese
In relazione alla delibera delle linee guida presentata ieri dall'assessore Corvaja ecco le parole del Sindaco Buzzanca:  "il Prg lo redige un urbanista. E' un urbanista lui? L'avrà redatto suo moglie. Comunque non entro neppure del merito del documento, potrebbe esser anche il migliore piano del mondo, è il metodo che è sbagliato. Ritiri immediatamente la delibera, come primo atto, poi ne riparliamo"
messinese @ 20:59 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 29 ottobre 2009 | in : miei pensieri
http://www.amnotizie.it/notizie/Foto/Archivio/Personaggi/achille%20passalacqua.jpgA soli 53 anni si è spento ieri Padre Achille Passalacqua, un prete energico e combattivo come pochi. L'ho visto poche volte, ricordo ancora la prima volta quando in talare dava una lucida analisi storica del Risorgimento italiano o analizzava il degrado della società contemporanea. Ricordo quando lo vidi la seconda volta ascoltare in silenzio una conferenza e ricordo sempre l'energia che trasmetteva, la sua forza traspariva dalle sue parole. Era laureato in giurisprudenza, era stato ordinato sacerdote direttamente da Giovanni Paolo II; aveva combattuto sempre, aveva iniziato la battaglia culturale nella sua diocesi con l'attività di giornalista, diventando il primo direttore di quella "Radio Tindari" che adesso è un punto di riferimento tra i mezzi d'informazione cattolici della provincia di Messina. Aveva combattuto anche nella sua diocesi e sicuramente gli abitanti di Rocca di Caprileone potranno raccontare meglio di me il suo carattere, la sua determinazione, la sua fede.
Adesso ho la certezza che un amico in più lassù prega per noi.
messinese @ 19:34 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 29 ottobre 2009 | in : politica messinese
E' di ieri la delibera dell'assessore Corvaja sulle "linee guida" per il nuovo Piano Regolatore Generale della città di Messina.
Copio e incollo dal sito dell'Ufficio stampa del Comune di Messina.


http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1256740889.jpgL'assessore alle politiche del territorio, Giuseppe Corvaja, ha trasmesso agli uffici per gli affari del Consiglio la delibera per le linee guida per la redazione del nuovo piano regolatore della città, che dovrà essere esaminato in commissione e poi dibattuto in Aula consiliare, prima delle sua approvazione. “Il provvedimento ha sottolineato l'assessore Corvaja è il primo passo – come previsto dalla legge - per avviare gli step necessari per la stesura del Prg e definire nuove regole e linee guida per orientare il proprio sviluppo territoriale”. La rielaborazione della Variante Generale al P.R.G. del Comune di Messina – ricorda la parte narrativa del provvedimento - è stata adottata con Deliberazione del Consiglio Comunale il 6 aprile 1998 ed è stata approvata con Decreto dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n. 686 nel settembre del 2002, ma gli studi per la rielaborazione della Variante risalgono all’anno 1995. L’attività di formazione di un Nuovo Piano Regolatore Generale necessita della collaborazione e dei suggerimenti di tutti i soggetti, comunque interessati e presenti sul territorio (Enti, Istituzioni, Associazioni anche “no profit”, Aggregazioni varie, Esperti, etc.) e dell’intera cittadinanza, in tutte le sue componenti associate e non ed è pertanto, necessario ed opportuno che si proceda alla redazione del Nuovo Piano Regolatore Generale della Città di Messina, aperta agli apporti e contributi di tutti i soggetti interessati. Il Nuovo Strumento Urbanistico deve tenere conto delle seguenti linee guida, elencate in ordine non di priorità, essendo tutte ugualmente da attuare per il migliore “Governo del Territorio” e da valere quali indirizzi: non estendere l’edificazione oltre il perimetro a monte già naturalmente definito dagli insediamenti esistenti ed in fase di realizzazione ed escludere la previsione di nuove edificazioni in collina; recuperare alla città l’attuale zona destinata alla Fiera e parte della Zona Falcata, chiedendone all’Autorità Portuale la restituzione alla città e la conseguente fruizione, con nuova destinazione, ai cittadini; recupero e restituzione alla città delle zone Zir e Zis, ormai non più qualificabili come zone a vocazione industriale o artigiana, costituenti nuove centralità da creare o rigenerare prevedendo la individuazione, in sostituzione, di altre zone con destinazione industriale e/o artigianale; recepimento integrale dei rischi idrogeologici, geomorfologici dei dissesti, ed adeguamento automatico nel caso di modifica degli stessi; inquadrare le aree SIC e ZPS come opportunità di salvaguardia del paesaggio, un invito alla cura del territorio, una risorsa e non un limite alle “mire espansionistiche”; creare nuove viabilità, al fine di urbanizzare correttamente ogni zona; utilizzo del mare come mezzo di trasporto pubblico locale; esitare le richieste di condono in via preventiva alla redazione del nuovo P.R.G., al fine di avere piena certezza dei reali volumi esistenti; relazionare gli interventi (previsti, programmati o possibili) con il Piano Regolatore Generale della città, che deve restare elemento guida di programmazione, ricomprendendo e coordinando ogni disposizione o piano settoriale incidente o, comunque, influente (STU, Piani Strategici, PIAU, etc.); prevedere sistemi perequativi e compensativi per le diverse zone del territorio comunale; contribuire all’individuazione delle vocazioni economico-sociali del territorio e creare le condizioni perché queste siano sviluppate ed attuate a favore dello sviluppo del benessere collettivo (es. cantieristica, diportistica, trasformazione agrumi, ricerca scientifica, etc.); recupero alla città delle aree militari, non più strettamente necessarie alla difesa, e di quelle altre aree in dismissione da parte di altre amministrazioni; destinare il nuovo PRG ad essere ad un tempo proiezione ed attuazione per lo sviluppo economico – sociale della città, per elevare la qualità della vita; suscitare con il PRG l’amore per la propria città e per gli spaccati della stessa a cui ciascuno è particolarmente vicino; fissare precise scelte relative alla politica dei servizi, garantendo la dotazione necessaria di attrezzature e servizi pubblici e di interesse pubblico o generale; porre particolare attenzione ai vincoli urbanistici evitandone, per quanto possibile, la reiterazione; utilizzo di sistemi di fiscalità urbanistica; privilegiare la vocazione turistica della città, prevedendo la destinazione e lo sviluppo di infrastrutture alberghiere o comunque ricettive per i turisti, per la nautica da diporto e la vela, destinando aree a porticcioli con zone idonee per varo ed alaggio; individuare zone per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle imbarcazioni da diporto, yacht e imbarcazione di media dimensione; utilizzo delle ortofoto come elemento di studio e di forte dissuasione di ogni abuso; privilegiare, nell’attuazione del piano, atti negoziali e non solo codificati o autoritativi, prevedendo ipotesi di accordo con i privati, anche attraverso procedure concorrenziali, per dare attuazione ad obiettivi strategici, tra cui queste stesse linee guida e il risanamento della città, la eliminazione delle baracche e il social housing; mantenere e sviluppare la tradizione fieristica della città, individuando una idonea nuova zona da destinare allo scopo, per consentire un moderno utilizzo e un conseguente sviluppo del Polo Fieristico; attuazione della Convenzione Europea sul Paesaggio, L. n. 14/06, entrata in vigore il 1/9/2006 e recepimento dei relativi vincoli, e ricerca delle risorse economiche per la sua concreta realizzazione; prendere atto degli interventi compensativi e connessi preventivi alla realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina; introduzione dei sistemi perequativi e compensativi per le costruzioni con tecniche antisismiche innovative e per quelle che impiegano tecniche di ingegneria naturalistica e materiali eco-compatibili portanti vantaggi energetici ed ambientali; limitare l’edificazione nelle zone destinate all’agricoltura, non coincidenti necessariamente con le aree agricole, ad opere ed infrastrutture pubbliche, servizi per l’agricoltura, anche e soprattutto biologica, l’agriturismo e l’ambiente; riutilizzare totalmente aree ed edifici dismessi e/o sottoutilizzati dislocati in città attraverso un “Piano delle Centralità” per le attrezzature, servizi e anche per l’edilizia (se strettamente necessario), al fine di recuperare quanto già edificato e limitare l’uso di suolo non urbanizzato; ripensare la corona dei villaggi periurbani attraverso una “Rete dei Villaggi” da avvicinare alla città anche attraverso ristrutturazione e recupero dell’edificato - nel rispetto delle norme per le aree ZPS (qualora ricadenti) - e comunque assoggettate a Piani Particolareggiati e ad un sostanziale miglioramento viabilistico, senza ulteriore espansione, ma con un uso produttivo non intensivo coerente con le tipicità agro-colturali e artigianali locali, qualora presenti, con conseguente sviluppo di profili turistici propri dell’agriturismo collinare; prevedere nuove centralità con l’utilizzazione delle aree del “Parco Ferroviario” in dismissione, comprese nuove e moderne viabilità dall’attuale vecchia Stazione Centrale al nuovo porto di Tremestieri, al fine di recuperare il mare alla città; prevedere nuove opportunità per un nuovo disegno della città, con le nuove centralità delle zone oggi occupate dalle RFI e con il recupero di altre zone centrali di cui si è detto; evitare la maturazione dei termini previsti per il silenzio assenso consentendo agli uffici l’esame dei progetti e dei titoli abilitativi nei termini di legge; mantenere la complessità delle preesistenti geometrie e giaciture di carattere ambientale o storico ed assecondare la conformazione geomorfologica del terreno; sviluppare la cultura del mare e delle colline, come elementi caratterizzanti ed identificativi della città e del suo profilo di sviluppo turistico; adottare principi di efficienza energetica e di innovazione tecnologica nei nuovi edifici ed insediamenti anche ai fini sismici, e della certificazione energetica; incrementare le superfici verdi, anche con l’obbligo di previsione di giardini pensili e verticali per i nuovi fabbricati e per la ristrutturazione o il rifacimento della sola facciata per gli esistenti; favorire la valorizzazione e regimentazione dei corsi d’acqua esistenti, anche attraverso l’uso di opere di ingegneria naturalistica, di concerto con le istituzioni competenti; ricercare una valorizzazione reciproca tra progetto e contesto ed esaltare i profili architettonici ed urbanistici, privilegiando ed esaltando la qualità progettuale; contribuire alla costituzione di un sistema di verde urbano (gli spazi verdi) che risulti fruibile, connesso agli insediamenti e non finalizzato unicamente al soddisfacimento quantitativo degli standard urbanistici. Il verde deve essere parte integrante del progetto, sia nelle parti botaniche sia in quelle pavimentate o d’arredo. Verificare la possibilità di rendere visibili, almeno in parte, i giardini privati dagli spazi pubblici ed evitare che la scena urbana sia dominata dai parcheggi; rendere permeabili gli spazi viabilistici di quartiere ad attività di carattere non automobilistico, finalizzate alla creazione di vivacità sociale e funzionale; differenziare la pavimentazione e prevedere funzioni attrattive, occasioni di soste, sedute e di osservazione delle attività che avvengono nello spazio pubblico, definendo fronti urbani continui (quinte urbane) e prevedendo la costruzione in confine con le strade pubbliche; valorizzare portici e gallerie pedonali con negozi e attività che possono risultare un rilevante elemento di connessione tra gli edifici e lo spazio pubblico, in grado di assolvere importanti finalità funzionali, estetiche e di vivacità sociale; promuovere la polifunzionalità degli spazi pubblici e privati, attraverso l’integrazione di attività, cultura, tempo libero e turismo, per favorire la vitalità sociale e funzionale; progettare spazi pubblici verificando, rispetto al periodo estivo ed a quello invernale, l’effettiva possibilità di una loro confortevole fruizione; porre quale pietra angolare del progetto le modalità di fruizione dei meno favoriti (bambini, anziani, diversamente abili, persone in difficoltà o a mobilità ridotta) e privilegiare la predisposizione di percorsi che possano essere utilizzati indistintamente da tutti i cittadini, senza la necessità di prevedere fruizioni differenziate; comprendere nel redigendo P.R.G. ogni elemento socio economico conosciuto proveniente dal censimento da operarsi da parte del Comune di Messina; comprendere tra gli elaborati di ogni piano urbanistico attuativo una documentazione interpretativa dei concetti regolativi per la migliore qualità urbana possibile, attraverso apposite rappresentazioni; i concetti regolativi della qualità urbana costituiranno la base fondamentale per la verifica della coerenza della progettazione con le finalità per la qualità urbana, quali: mappa del contesto; mappa della rete ecologica; mappa degli spazi aperti; mappa dei fronti attivi degli edifici; mappa dei percorsi lenti; la percezione dei luoghi progettati; rappresentazioni dello skyline; mappa delle superfici permeabili/impermeabili; mappa delle essenze arboree ed arbustive; mappa del paesaggio della pavimentazione; mappa del paesaggio luminoso; mappa dei luoghi di seduta; mappa del colore o dei colori e relativi piani; la mappa degli spazi aperti è costituita da una o più rappresentazioni che lascino in secondo piano gli edifici e illustrino la caratterizzazione formale degli spazi aperti: migliorare l’arredo urbano, inteso non come insieme di oggetti isolati, ma concepito in relazione alla sistemazione microurbanistica dello spazio pubblico e ai rapporti con la scena urbana; incrementare il ruolo delle architetture a zero cubatura; concepire lo spazio pubblico stradale come luogo nel quale i veicoli sono considerati ospiti in un paesaggio urbano che promuove la vivibilità e la polifunzionalità degli spazi”.

messinese @ 08:03 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 28 ottobre 2009 | in : video
messinese @ 08:52 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 22 ottobre 2009 | in : etica, politica nazionale, posizioni
http://www.fattisentire.org/images/apillola.jpg











Si apprende che "La pillola abortiva RU486 sara' definitivamente approvata e utilizzabile nel nostro paese al massimo entro il 19 novembre"

(Cfr. http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200910161342-hpg-rsa0027-ru486_rasi_aifa_in_gazzetta_ufficiale_entro_19_novembre)

Vincere queste battaglie non è impossibile: lo abbiamo visto con il blocco della legge omosessualista.

Invitiamo tutti coloro che ancora non hanno scritto al proprio deputato (ma anche chi ha già scritto) a farlo utilizzando il sistema "portalettere" che si trova qui:
http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

Facciamoci sentire!
messinese @ 09:27 | commenti (popup) | commenti